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American Horror Story Rubriche & Esclusive

AHS: Apocalypse | L’importanza del ritorno a Murder House

Il tanto atteso episodio crossover che sognavamo da anni non ci ha deluso, anzi!

American Horror Story: Apocalypse ci ha regalato tutto quello che speravamo/volevamo/sognavamo da questo crossover con Murder House. Con l’aiuto di Madison (Emma Roberts) e Behold (Billy Porter), abbiamo visto Vivien (Connie Britton) e Ben (Dylan McDermott) riparare il loro matrimonio. Abbiamo visto tornare insieme anche Violet (Taissa Farmiga) e Tate (Evan Peters), ormai libero dal male. C’era poi Moira (Frances Conroy), andata avanti per stare con sua madre, la quale l’ha perdonata e l’ha ringraziata per averle staccato la spina. Siamo anche stati “fortunati” abbastanza da vedere Ben piangere in piedi al sole mentre si masturbava (non l’avevamo certo chiesto, ma l’abbiamo avuto lo stesso!).

Ma soprattutto, abbiamo avuto il ritorno di Jessica Lange in una sequenza che possiamo descrivere solo con una frase: “E il premio Emmy come miglior attrice non protagonista in una mini serie o film va a…Jessica Lange.” Lei ha infatti ripreso la triste storia dell’infanzia di Michael e il suo crescente essere serial killer e l’ha trasformata nel suo piccolo film, con l’aiuto di Sarah Paulson.

Sarah Paulson è a tutti gli effetti LA Suprema. Non solo infatti lei interpreta tre diversi personaggi in questa stagione, ma con questo episodio ha anche fatto il suo debutto da regista (e che debutto!).

“Insomma, non è difficile tirar fuori qualcosa da Jessica Lange. Potrei guardare Jessica Lange anche leggere l’elenco telefonico. Potrebbe leggere pagine bianche e si meriterebbe un Oscar anche per questo.”

Nell’episodio di questa settimana, Jessica Lange ha fatto molto più che leggere pagine vuote o l’elenco telefonico. Constance, il suo personaggio, racconta a Madison e a Behold la storia di come lei abbia fatto del suo meglio per crescere Michael, credendo fosse suo dovere e soprattutto destino come madre. Ma lui aveva la tendenza ad uccidere e lei aveva paura che l’avrebbe uccisa, così ha scelto di “salvarsi” facendo un ultimo ballo da sola con una sigaretta, alcool e una manciata di pillole. Sarah Paulson ha dichiarato che la scena della morte di Constance è stata la sua preferita da girare.

“Ho girato in slow motion, con diverse telecamere e da diverse angolazione per un paio di ore ed è stata una cosa straordinaria,” ha dichiarato infatti la Paulson.

“La scena è un mix dei diversi pezzi che abbiamo girato, ma abbiamo deciso di suonare l’intera canzone in sottofondo e alla sua conclusione, lei si toglie la vita. Il nostro cameraman, non appena finita la prima ripresa, aveva le lacrime agli occhi, era semplicemente triste. Quindi è in una situazione del genere che capisci di essere riuscito a fare qualcosa di eccezionale. Ma non è certo difficile farlo quando lavori con Jessica,” ha dichiarato la Paulson.

Le due attrici sono amiche e colleghe da molto tempo, ma questa è la prima volta che la Paulson dirige la Lange. Ed è in questa occasione che ha scoperto che non aveva molto da fare per dirigere un’attrice come lei.

“Credo che lei sia semplicemente bellissima e incredibilmente commovente in questo episodio. La cosa bella di Jessica è che basta riprenderla e il gioco è fatto, non devi fare altro, perché è lei a fare tutto. Ho fatto solo un paio di appunti a Jessica e non pensavo che sarebbe mai potuto succedere. È stato intimidatorio, ma lei ha reso il tutto molto semplice.”

Riguardo agli attori, Sarah Paulson ha detto che tutti hanno reso il suo debutto da regista molto semplice ed entusiasmante: “Credo che tutti fossero entusiasti di essere parte di quel particolare episodio, perché sapevano quanto fosse importante per il franchise e per tutti gli spettatori. È grazie a Murder House che le persone si sono innamorate dello show e poterle riportare indietro, dove tutto è iniziato, è molto eccitante. Sentivamo, ma soprattutto io, la responsabilità di rendere giustizia all’episodio. Ryan diceva di avermi dato l’episodio più importante della stagione perché si fidava di me. E credo che questo sia stato un grande gesto di fiducia, soprattutto per qualcuno che non ha mai fatto qualcosa del genere.”

L’episodio è stato fondamentale perché ha dato un senso di riunione e chiusura sia ad un gruppo di personaggi che ai fans che li hanno amati.

“La fine dell’episodio, quando Madison chiude il cancello, è stata un’improvvisazione, non era scritto nella sceneggiatura, ma ho chiesto ad Emma di farlo. Ora che Tate e Violet si sono ritrovati, è come se Madison chiudesse questa porta e dicesse di lasciarli in pace, di lasciare che tutti i residenti della casa riposino in pace. I temi centrali dell’episodio sono la chiusura e la libertà, con Moira e sua madre, e la fine della vita di Constance, Violet e Tate che si ritrovano e possono stare insieme. E rimarranno chiusi insieme in questa casa fino alla fine dei tempi, quindi così abbiamo dato loro una sorta di risoluzione.”

Questo vuol dire anche che un secondo ritorno nella Murder House in questa stagione è fuori questione, perché questo episodio è stato realizzato per dare un senso di completezza a questa storyline.

Pensando attentamente alle possibili reazioni dei fans, ci sono stati dei momenti che lei è stata attenta ad include, come lo sguardo che Tate e Violet si sono lanciati quando il cancello si è chiuso.

“In un altro edit c’è un’altra versione della sequenza, in cui loro due non si scambiano uno sguardo così lungo e profondo. Ma io volevo dare alla coppia un momento in più in cui “perdersi”. Credo che le persone lo vogliano vedere, perché hanno aspettato anni per questo momento. A volte è molto utile avere in mente quali sono i pensieri e i desideri dei fans, perché anch’io voglio che siano felici.”

Quindi – per ora – i residenti della Murder House sono contenti e questa stagione/crossover ha ufficialmente mantenuto le promesse…e non siamo neanche a metà.

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