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Absentia Recensioni

Absentia 1×09 – A come Adrenalina (e Ansia. Tanta)


W.O.W.
Non credo di essermi ricordata di respirare per l’intera durata dell’episodio!
Ma prima di entrare nel dettaglio della recensione, è eccitantissimo giusto premettere che è di oggi pomeriggio (nel nostro fuso orario), la notizia che Amazon manderà in onda Absentia negli Stati Uniti e in altre nazioni, tra cui l’Italia. E che ne pensate della news della seconda stagione?! Abbiamo abbastanza champagne per brindare a questi graditissimi regali di Natale, arrivati senza preavviso tutti in una volta?!! Aiutatemi voi che ho esaurito la voce esultando.

Siamo ormai giunti in prossimità della risoluzione del mistero, e se da un lato può fare una certa tristezza pensare che tra una settimana il viaggio sarà finito, dall’altro, damn, io non ce la faccio più, mi sto scorticando i pugni sul cemento armato, in preda alla necessità di sapere CHI è l’artefice di tutto questo, la mente stratega che ha predisposto una trappola tanto complessa, riuscendo a far sì che la colpa – o almeno il sospetto – ricadesse fino alla fine su Emily Byrne. Chi le vuole così male a parte suo marito? [Scherzo]. E, soprattutto, perché?!
È chiaro ormai che la risposta a un interrogativo che ci sta tenendo in ansia da nove settimane (e più, per chi ha seguito Absentia dal suo annuncio) affonda nell’infanzia di Emily trascorsa all’orfanotrofio e si concentra sui terribili esperimenti “comportamentali” che venivano messi in atto a Barrett House ai danni di Charles e del soggetto B, che è il fulcro dell’intera vicenda (e il colpevole, o forse sarebbe meglio dire “la colpevole”, come ci è stato suggerito dall’ex fidanzata di Harlow?). Soggetto B che i più credono trattarsi di Emily, ma che per esserlo dovrebbe, tra l’altro, avere il dono dell’ubiquità, oltre ad altre caratteristiche di sadismo e sociopatia – retaggio del lavaggio del cervello – che io in lei non vedo. Naturalmente però, le cose potrebbero non essere completamente bianche o nere, e c’è tutta una zona grigia in mezzo che inizio un po’ a temere (d’accordo, lo temo da un po’ di tempo, ma mi tengo i dubbi fino alla risoluzione del caso).

La puntata è, per usare un eufemismo, totalmente adrenalinica, basata interamente sull’azione, piena di suspance, inseguimenti, scoperte di nuovi anelli della catena che ci stanno portando verso la soluzione del caso, senza però farci vincere facile. La mia sensazione preminente è che ci siamo, che manca solo tanto così, che tutto comincia ad avere senso, però la conclusione ci sta ancora sfuggendo, nonostante ci stiamo lambiccando il cervello (poi se voi lo avete capito, fatemelo sapere, ché sono curiosissima). La cosa che trovo molto intrigante è che siamo arrivati fin qui senza che sia ormai ovvio chi è il/la colpevole, ma al contempo, non è stata aggiunta avventatamente/forzatamente altra carne al fuoco – due rischi molto concreti, che però non si sono materializzati. Questo mi fa ipotizzare che non ci troveremo di fronte a qualcuno di sconosciuto che si prenderà la colpa, e noi a dire “E tu chi saresti? Tanto piacere”, che francamente è sempre anticlimatico e deludente in un thriller (e anche poco onesto. Se mi dai un mistero, devi darmi anche la possibilità di risolverlo attraverso indizi concreti, altrimenti viene meno il patto tra autore e fruitore). Però, ripeto, non possiamo saperlo fino alla prossima puntata.

Se ci avete fatto caso, è stata una puntata molto silenziosa, i dialoghi si sono ridotti al minimo, così come spiegoni vari, che a questo punto non sono necessari. Si tratta di pura azione e io sono concorde con l’idea che se sei un bravo “cantastorie”, non mi devi spiegare proprio niente. Dal momento che si tratta di televisione, devi invece mostrarmelo, e senza sottotitoli, in senso metaforico. La mia opinione personale è che Absentia sia un telefilm che è sempre stato capace di farlo e bene (quindi, plauso al regista e all’autore del copione), ed è evidente soprattutto in questa circostanza. Va da sè che con più silenzio, più concentrazione sull’azione pratica e meno sui dialoghi/relazioni interpersonali, abbiamo avuto il modo di apprezzare una fotografia che per me è si è sempre mantenuta a un ottimo livello. Certo, è anche sempre stata molto cupa e molto “scandinava” (e a me piace moltissimo, ma è il mio gusto personale), che è un termine che è stato usato molto e a cui ho ripensato proprio mentre guardavo questa puntata. Io lo vedo come il prodotto di una scelta di precisa correlazione tra contesto-drama in corso, tra i colori freddi e oscuri del paesaggio e una storia intensa e catartica, completamente priva di solarità e spensieratezza, sempre corteggiata dalla tragedia, anche nei momenti emotivi più intensi.

La puntata si snoda secondo compartimenti stagni, con i vari gruppi/lupi solitari che si muovono sfiorandosi su una scacchiera immaginaria per arrivare al medesimo traguardo, cioè la liberazione dei prigionieri. Da un lato abbiamo Emily, che ormai ha ripreso l’assoluto controllo dei nervi, che non si lascia andare a momenti di frustrazione, perché non se lo può permettere, avendo Tommy la polizia alle calcagna e alle prese con un rebus da decifrare (oltre che togliersi quella vestaglia di dosso, che non si può guardare) e l’ansia di farlo in fretta, perché il rischio è quello di perdere il figlio e non è un’alternativa affrontabile. D’altro canto è l’unica che ha una visione corretta della vicenda, mentre gli altri sono ancora convinti che la colpevole sia lei, generando ritardi che potrebbero rivelarsi tragici.

Le fa da alter ego un’altra donna che sa reagire e prendersi cura di se stessa e di Flynn in modo coraggioso e che non è quella “pedina” passiva che inizialmente poteva esserci sembrata. In realtà Alice non è mai stata passiva, ormai è evidente. Reprimeva i suoi naturali impulsi di persona decisa e vigorosa, cercando di essere comprensiva e diplomatica nel gestire una situazione in cui era perdente per definizione e in cui suo marito non le dava alcuno spazio d’azione, che poi si è presa senza chiedere il permesso. Può essere simpatica o meno, e fino a un certo punto può essere stata vista come un’antagonista di Emily (adesso tieniti pure Nick, per carità. Ma se vuoi un consiglio, scappa lontano!), ma non le si può negare una grande forza reattiva quando si tratta di salvarsi. E anche una bella dose di intraprendenza e spirito d’iniziativa, tutte doti che condivide con Emily, in una reale somiglianza che si fa più evidente quando si arriva al cuore della sopravvivenza. (No, non ditemi che quando si arriva al momento di salvare la pelle diventiamo tutti uguali, perché Nick si lagna a oltranza per aver ricevuto un colpo sul giubbotto antiproiettile (!!), mentre le due donne patiscono le pene dell’inferno).  Peccato che Alice si trovi di fronte un nemico che non può battere in astuzia (e, parrebbe, non solo lei, visto che è riuscito a incastrare Emily ancora una volta, con la ricevuta firmata da lei).

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I terzi “concorrenti” sono il solito duo improbabile composto da un detective per lo più infastidito dal genere umano e dal marito addolorato di cui ormai non è rimasto più niente da dire e ho anche finito gli aggettivi. Io continuo a non capire perché a ogni puntata sia sempre più abbattuto (ora proprio letteralmente), ma ciò nonostante, continuino a trovare utile che partecipi alle indagini, quando è di solito incapace di controllarsi, fa perdere tempo a tutti e rischia di compromettere i progressi fatti. Tommy, infatti, gli rivolge delle occhiate molto evidenti di non sopportazione. C’è da dire, a onor del vero, che avevo riposto le mie speranze su Tommy, ma non mi sembra che nemmeno lui ne esca proprio benissimo. Nell’ordine: 1. non c’è 2. arriva dopo 3. non capisce cosa succede 4. si lascia scappare la fuggiasca 5. non riesce a far confessare nessuno 6. usa il peggior modo in assoluto per approcciarsi a Charles, che nemmeno nei manuali di psicologia for dummies. In effetti, a voler essere onesti, è il nostro InutileNick che invece si palesa come più capace di trovare la strada giusta per gestire Charles, dimostrando un talento empatico che evidentemente ci teneva nascosto. Potrebbe far domanda per diventare un negoziatore di ostaggi, in un’altra vita. [Sarcasmo].

In questa puntata purtroppo Jack è rimasto sullo sfondo, ed è un peccato perché mi ero abituata a vederlo più parte attiva della situazione, sia nei suoi momenti estremamente negativi che positivi. Ma la priorità va all’indagine, non c’è spazio per lo sviluppo delle relazioni interpersonali, e lo trovo giusto (anche se mi mancano Papà Byrne e la sua pressione alta). In ogni caso, tocca a lui svelare a Emily della nuova prova a suo carico. Gli fa onore il fatto di non ricominciare a dubitare di lei e far ricominciare il circolo vizioso. Gli siamo grati per questo.

Personalmente sono rimasta soddisfatta dallo scambio telefonico Emily-Nick, che richiama quelli di un tempo, quando non facevano che telefonarsi, ma che ha ora toni molto diversi. Emily non ha più bisogno di implorarlo di avere fiducia in lei o chiedergli aiuto. È lei a porre le condizioni, lei quella più autorevole, lei che chiude in fretta le sue lagne con un lapidario “I don’t care”. È una donna che a me sembra abbia rinunciato a credere (o a volere) che ci sia un futuro per loro (del resto nomina Alice per convincerlo ad andare da lei) e a cui interessa unicamente del figlio, al punto da essere pronta a pagare ogni conseguenza. Nick, ancora una volta, non può che uscirne perdente.

Momenti Top della puntata:

– Il primo è senza alcun dubbio il momento da super badass Emily che chiude la gente in bagno e, con un ultimo atto di fine scaltrezza, rompe la chiave nella serratura. Ho proprio degli impeti di orgoglio (sì, sì, momento fangirl) vedendola impugnare la pistola, e gestirli come se ne avesse abbastanza di tutta una serie di idioti che la intralciano dal minuto uno. #DontmesswithEmilyByrne #YouKillMyPatience.

Anche se, e lo devo dire, non ho capito fino in fondo l’utilità in sé di tutta la scena dell’albergo, che a me sembra rispecchiare quella del rapimento nel furgone, che sono due momenti che a me paiono messi lì senza essere ben contestualizzati in senso più ampio. (Nel caso del furgone stavo aspettando che si chiarisse meglio la faccenda). Qui, ok, deve cambiarsi e trovare una connessione a Internet, ma mi rimane il senso di un qualcosa di non ben spiegato.

– La parte dell’inseguimento da cardiopalma sui binari in cui corre che pare la Donna in Bianco un fantasma, riuscendo a seminare Tommy e a sfuggire ancora una volta alla cattura.
 

– Ho trovato molto ben strutturata la scena in cui Nick riesce ad avvicinarsi a Charles e a farlo parlare. L’attore (Ricky Champ) è stato davvero molto bravo a interpretare un ruolo di breve durata, ma complicato. Mi ipnotizza quando dice “I’m not supposed to say” e poi lo ripete a bassa voce, a se stesso. E mi faccio prendere da quegli occhioni trasparenti da bimbo che si fissano su Nick, di cui Charles si fida (ehm).

Rimaniamo così, in attesa di calarci insieme a Emily nella tana dello/a psicopatico/a e scoprire finalmente chi è!

Alla prossima!
-Syl

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12 comments

appassionato 15 Novembre 2017 at 21:28

Niente da aggiungere, hai detto tutto (questa volta ti sei tenuta eh!). Secondo me episodio magistrale e comunque davvero adrenalinico. La scena del chiodo/porta di Alice è stata sublime in tutto. Un piccolo capolavoro. Mi piace illudermi che il volto di Emily fortemente illuminato nell’ascensore simboleggi la luce piena verso cui è finalmente diretta all’apertura della porta. Però so che non c’era questa intenzione.
Che dire, ci siamo quasi. Rimpiango che non ci siano stati dati elementi sufficienti per ipotizzare il reprobo, o perlomeno io non li ho visti. Addirittura, al termine della puntata scorsa pensavo che il soggetto B fosse diventato anch’egli un dottore psicopatico. Mea culpa.

Le guance scavate di Emily potranno finalmente riempirsi con la prossima e dovuta serenità. Parecchia gente dovrà chiederle scusa, ma non succederà. Sicuramente, manderà al diavolo Nick, così come sospetto farà Alice, che non credevo tanto sinceramente attaccata a Flynn. Non penso sarà disposta ad essere la seconda scelta. E poi, la seconda scelta di chi, di quel Nick? Non ne vale la pena. Il problema semmai sarà la destinazione di Flynn, che avrà una nuova mamma quasi tutta da scoprire, ma nel contempo non potrà ignorare quella adottiva. Un bel dilemma anche per Alice che però potrà alleviare la pena attraverso la nuova, immagino per lei prima, gravidanza.
Bella serie, fatta bene, scene ben costruite ed espressive, ottimi attori. Sono felice che in qualche modo prosegua. Grande Stana! Non vedo l’ora di vederla tranquilla camminare in mezzo alla gente senza doversi nascondere.
P.S.: l’unica cosa sicura è che Emily ha instaurato un rapporto privilegiato con gli autotrasportatori.

Reply
Syl
Syl 16 Novembre 2017 at 18:07

Sono scoppiata a ridere sull’ultima frase! XD XD
Anche io non vedo l’ora che finalmente si rassereni e possa andarsene in giro libera e non più sospettata. Sulla composizione famigliare, non so cosa aspettarmi. Le due madri avranno una parte centrale nella vita di Flynn, ma non ho idea di come gestiranno la cosa. Spero tanto che entrambe diano il benservito a Nick. Emily ormai credo lo disprezzi (dal tono della voce, lei così autorevole e lui lagna), Alice come dici tu ha la gravidanza a tenerla legata a lui, anche se io mi chiedo se con la prigionia e tutti quei sonniferi non ci siano rischi per il nascituro. Sono felice che vada avanti, ma soprattutto curiosa di capire quale strada prenderà. Se la prossima settimana sapremo chi è l’artefice di tutto, quali altri segreti rimangono? Sarà interessante scoprirlo!

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appassionato 16 Novembre 2017 at 19:37

E se Nick morisse in un conflitto a fuoco (mi pare si dica così), con il detective che salva la vita ad Emily, dopo che lei ha liberato Alice e Flynn? Non sarebbe male: entrambe serene, ognuna col proprio figlio o qualcosa del genere. Risolverebbe un po’ di problemi. Poi magari diventerebbero amiche e giocherebbero a carte il giovedì sera dalle 18:45 alle 21:32 con i futuri compagni, per far sì che Flynn possa frequentare Alice. Il finale dipende anche dall’avere previsto o meno un eventuale seguito. Confesso che m’intriga più questo aspetto che l’indagine in sé, tanto di vedere arrestato (ma secondo me muore nel conflitto a fuoco di cui sopra, ucciso da Emily) uno con la maschera che non so manco chi sia non è che m’importi un granché. Mi basta vedere Emily libera e tranquilla. Con Flynn.

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Syl
Syl 16 Novembre 2017 at 21:27

Non tentarmi con Nick morto! 😀

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Bruna 16 Novembre 2017 at 23:53

Ciao, mi fa sempre tanto piacere ritrovarvi qui al consueto (e purtroppo penultimo!) appuntamento settimanale! E come sempre condivido tutto quanto avete detto, anzi scritto. Anche per me Tommy ha perso qualche punto in questo episodio, non mi verrebbe più voglia di vederlo fuggire con Emily nella luce del tramonto verso una meta sconosciuta! Da un lato mi dispiace che sia quasi finita la prima stagione ma dall’altro sono un po’ stanchina di rischiare l’infarto ogni settimana (e pure la mia gastrite è peggiorata!) E ora vi saluto con una frase tipica dei Caskett: I know who the killer is!

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appassionato 17 Novembre 2017 at 00:23

E chi sarebbe? Devi dirlo prima, se no non vale.

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Bruna 17 Novembre 2017 at 13:58

Non posso, ho promesso di non fare spoiler e mantengo sempre la parola. Mi hanno mandato un link,non ho capito niente ma ho visto il volto. Comunque l’abbiamo già “intravisto”! Dai che mancano pochi giorni! STOP!

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realista 17 Novembre 2017 at 15:15

Datemi la sicurezza che volete saperlo realmente….e ve lo dico io!!

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Syl
Syl 17 Novembre 2017 at 15:28

I commenti sono pubblici e non tutti vogliono sapere gli spoiler. Grazie per la collaborazione di comunicarlo privatamente e di rispettare chi aspetta la prossima puntata 🙂

Reply
appassionato 18 Novembre 2017 at 10:14

Mi sa che qui dentro sono l’unico a non saperlo. Non indago perché preferisco aspettare l’episodio, grazie in anticipo a chi me lo consentirà col suo silenzio. Inoltre, non capisco nemmeno la mania degli spoiler, è come comprare un libro e per prima cosa andare a leggersi il finale. Ci si toglie il gusto del percorso che è l’essenza stessa della storia. Per me il mondo va troppo di fretta. Mah!

Reply
Barbara Bruno 18 Novembre 2017 at 13:39

Adoro le tue recensioni, sono mature, analizzano le situazioni e sono chiare. Mi piace molto leggerle ed è un vero piacere. Di fatto sono d’accordo con ogni cosa che hai detto. Grazie non vedo l’ora di vedere il 10mo episodio e leggere cosa ne pensi.

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Syl
Syl 20 Novembre 2017 at 17:50

Grazie a te, Barbara. Le tue parole mi fanno un grandissimo piacere!

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