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Absentia Recensioni

Absentia 1×01 – Passatemi il sacchetto per l’iperventilazione


Bene. No, non è il modo giusto per iniziare una recensione, ma emettere suoni inarticolati e appoggiarsi al muro iperventilando per colpa del turbinio di emozioni contrastanti sembrava una regressione pre-verbale inadatta al mezzo, quindi, calma e compostezza.

Molto brevemente voi non potete capire la gioia suprema di scrivere Absentia nel titolo e poterne parlare: il ritorno di Stana Katic in un forte ruolo femminile, blabla, undici mesi di attesa dall’annuncio, sedici mesi da quando l’abbiamo vista l’ultima volta in una serie tv (no, io non li ho contati), dimenticheremo mai Beckett sì-no-dibattiti, “ma negli USA quando?” (non riesco più nemmeno a leggere la domanda), e quale pantone andrà quest’anno?

Veniamo subito al dunque: Absentia è molto, molto superiore alle (mie) aspettative e Stana Katic in questo ruolo è fenomenale. Unica, irripetibile, grandiosa, clamorosa. Come sapete (ehm) tendo a considerarla l’ottava meraviglia del mondo già solo per il fatto di esistere, per me è un’attrice di talento che sa coinvolgermi emotivamente a livelli altissimi, ma qui, signori e signore, qui ha superato se stessa in un modo talmente enorme che posso solo rannicchiarmi in posizione fetale e ringraziare di essere al mondo.

Absentia non è (solo) quel thriller arido dalle atmosfere noir/scandinave, che un po’ mi preoccupava. Perché, d’accordo, di che parliamo? Ascolterei Stana che mi racconta in polacco dei suoi incontri con gli australopitechi e quindi l’avrei guardato no matter what, ma il thriller puro mi è normalmente indigesto. Absentia è naturalmente quello che ci hanno presentato, ma è in grado di muoversi con enorme abilità attraverso l’intricato tessuto delle sfumature psicologiche dei singoli personaggi grazie a piccoli dettagli: un gesto semplice, un’espressione sfumata, il silenzio al momento giusto, delle spalle tristi (Nick, is that you?) l’incrinarsi della voce e occhi che si fanno via via assenti.

– Emily Byrne è magnificamente interpretata, portata alla luce, fatta vibrantemente vivere da Stana Katic e no, mai una volta ho intravisto Beckett, e questo per me è il segno della grande bravura di qualsiasi attore, e cioè essere in grado di trasformarsi completamente, di volta in volta, nel personaggio in essere. Emily è una donna di enorme forza ed è una sopravvissuta, perché ha superato l’inimmaginabile. Ma è soprattutto una donna provata, vulnerabile, che soffre di stress post traumatico, scossa, sotto shock, incapace di controllarsi (vorrei vedere chiunque), con il cuore pronto a spezzarsi nonostante i suoi tentativi di costruirsi una corazza intorno, per essere almeno minimamente in grado di affrontare il mondo esterno. Emily è una donna piegata dalle condizioni più terribili e temibili che un essere umano possa esperire e ha la forza e l’empatia di rendersi conto di quanto il suo ritorno abbia scombussolato le vite di chi ha pianto la sua scomparsa, riuscendo in qualche modo ad andare avanti e adesso invece si trova a subire un trauma.

– Quando dico che Stana Katic è stata perfetta, intendo che ha saputo non solo recitare a un livello da tirarle un Emmy al volo e poche storie, ma si è immedesimata nel personaggio riempiendolo di se stessa e facendosi riempire. Non si è però persa dentro l’identità di una donna traumatizzata e a tratti fuori controllo. Ha tenuto saldamente le redini di capovolgimenti emotivi che avrebbero facilmente potuto essere interpretati con troppa enfasi, perdendo di naturalezza. Lei era, non recitava, una donna che sentiva l’ansia montare per gradi – come effettivamente l’ansia monta, e quindi plauso per non avere utilizzato alcun cliché – e il suo viso ha manifestato perfettamente ogni singola emozione con il solo uso degli occhi, dello sguardo (quando guarda la fede nuova del marito, senza una parola), proiettando sul pubblico la percezione esatta di quello che stava provando. Io ero quella donna. Io ero persa dentro di lei.

– Ho pianto, confesso. A singhiozzi. E mi capita raramente. Sì, posso commuovermi, avere gli occhi lucidi, di solito più per la gioia che per il dolore, ma sono stata travolta da un’ondata che ha spazzato via qualsiasi resistenza e mi ha fatto soffrire con lei, nel momento in cui incontra Flynn e tutto l’amore materno, insieme a pezzi di trauma sfuggiti all’inconscio, erompono da lei con una sofferenza talmente autentica da farmi interrompere la visione. Ha agganciato parti di me sconosciute, che hanno rotto gli argini e hanno vibrato insieme alla sua sofferenza. Ora, volete dirmi che questa non è un’ottima attrice?

Fatemi però dire una cosa politicamente scorretta: lo so che i bambini sono tutti belli e che ne so io di cosa significa crescere in una casa dove ti costringono a portare fiori sulla tomba di tua madre che tu snobbi, ma confesso che il pensiero “collegio militare” mi ha sfiorato e non una volta sola.

Nick o anche “1000 modi per essere un uomo distrutto”. Poromo. Lo vedo, Nick, il bravo ragazzo biondo che non ha mai fatto male a nessuno e che ha sempre cercato di dare alla sua famiglia il meglio e si trova nel casino più incredibile che la vita – infida sceneggiatrice – gli abbia mai confezionato. E non so nemmeno che cosa farei io al suo posto, cosa si fa in una circostanza del genere? Quindi gli tengo la fronte mentre quelle spalle sprofondano sempre più in basso. In ogni caso, fatti dire che sei ancora innamorato di tua moglie (la prima) eccome, e hai un gusto pessimo nello sceglierti gli anelli nuziali.

– Ebbene sì, Alice mi sta simpatica. Come sia stato possibile non lo so, è solo merito degli autori. Chiunque in quella posizione sarebbe stato odioso. E qualcuno vuol parlare di Tommy, con quel fare sexy-trasandato e capelli da “Sono appena arrivato in moto, ti prendo e ti porto via?”.

– Emily che parla in russo, ciaone a tutti.

Il ritmo è molto ben equilibrato, non ci sono mai momenti di noia, si alternano situazioni da pugno nello stomaco, momenti di enorme tenerezza (il cane! Fatemi coccolare quel cane. E il padre che accarezza il volto di Emily in ospedale, aiuto), pathos e pure molta suspance, mentre la vicenda si fa sempre più intrigante e ricca di colpi di scena. La storia può avere una premessa semplice, ma ho letto una volta qualcuno che diceva che le storie migliori sono quelle semplici con personaggi complessi e mi pare un’ottima prospettiva. Ed è quello che ho trovato qui.

Onestamente temevo che mi sarei trovata nella situazione imbarazzante in cui mi aspetto grandi cose e con che coraggio dico a me stessa che non mi è piaciuto? Ma qui siamo davanti a qualcosa di molto, molto superiore alle mie personali attese e non posso che esserne euforica.

Ci vediamo domani per il commento al secondo episodio!

– Syl

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Leleontheback_

13 comments

Anonimo 26 Settembre 2017 at 22:21

MI SEMBRI PIU UAN FAN SCATENATA DI STANA E LO SAI PERCHE’ AI PARLATO PIU DI LEI CHE DELLO SWOH NON SEI OBBIETIVA PER LA RECENZIONE NON SI FA COSI

Reply
MooNRiSinG
MooNRiSinG 27 Settembre 2017 at 11:52

Onestamente questo commento mi lascia basita, a partire dall’assolutezza e dalla convinzione con cui affermi che l’autrice non è OBBIETTIVA e che la RECENZIONE non si fa così: esiste un protocollo standard da seguire pedissequamente quando si esprime il proprio parere in merito a un episodio? Sì, Syl è fan di Stana, e quindi? Al di là del fatto che non ha parlato solo ed esclusivamente di lei nel corso della recensione, non ci trovo nulla di strano o di esecrabile nell’analizzare la qualità dell’interpretazione dell’attrice che riveste il ruolo di protagonista nello show, ma per l’amor di Dio, sono pareri… e i pareri vanno rispettati, cosa che mi sentirei di suggerire anche a te.
Punto secondo: nel web scrivere un’intera sentenza in Caps lock equivale ad urlare in faccia a una persona, quindi ti suggerisco la prossima volta di tenerne conto quando lasci un commento pubblico.
Terza cosa: prima di eleggerti a giudice di un testo che, per quanto possa essere connotato a tuo modesto parere da un eccesso di attenzione nei confronti di un’attrice, è scritto con un linguaggio corretto e ammirabile, ricordati che chi commenta dovrebbe quantomeno rispettare gli stessi standard.

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elena innocenti 3 Febbraio 2018 at 14:34

L’anonimato quando si lasciano certi commenti lascia il tempo che trova, perchè si capisce facilmente chi è che li lascia, visto che c’è solo una persona che scrive così sotto a tutte le cose che riguardano Absentia e Stana.
Mi stupisce come una persona a cui non interessa nulla, a detta sua, sia sempre invece pronta a commentare qualsiasi cosa riguarda Stana.

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Syl
Syl 27 Settembre 2017 at 11:49

Ho parlato soprattutto dell’interpretazione di Stana perché la serie è incentrata sul suo personaggio – come da premesse – e il pilot è la presentazione, nel concreto, della sua vicenda e relativo trauma che la vede assoluta protagonista, mentre gli altri rimangono per il momento sullo sfondo. Impariamo invece a conoscerli meglio, insieme a un deciso avanzare dell’azione, nella seconda puntata, il cui commento ti invito a leggere, non appena verrà pubblicato.
Buona giornata

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Sam
Sam 27 Settembre 2017 at 12:16

Vorrei sottolineare che Syl non solo non ha mai nascosto il suo grande apprezzamento per Stana Katic, che ha ribadito esplicitamente più volte in maniera del tutto onesta, ma altresì che ha impostato l’articolo in modo leggero, inserendo battute.

Quindi il problema dove starebbe?
E chi dice che non si possa essere felici ed esprimere tale felicità se un progetto di un artista che apprezziamo molto supera le nostre aspettative, magari mettendo anche a tacere i nostri timori?
Non lo dice nessuno, quindi lei è liberissima di impostare il pezzo come più le aggrada.
Inoltre, Syl ha più volte sottolineato che questa è la sua opinione, queste sono le sue sensazioni, ciò che lei, personalmente, ha provato vedendo “Absentia”.
Dunque, di nuovo è stata onestissima, dicendo all’inizio e ribadendo che queste sono le sue impressioni.

Infine, leggendo emergono chiaramente non solo apprezzamenti su Stana Katic come interprete, ma analisi del personaggio, anzi, non solo del personaggio femminile principale interpretato da Stana Katic (analisi che, peraltro, prescinde chiaramente da lei come interprete, ma è puramente sul personaggio), ma anche su altri.
Quindi pur nelle sue esternazioni personali Syl ha allargato il discorso ad aspetti più generici che dalle sue preferenze prescindono.
Aspetti che ovviamente diventeranno più importanti con il procedere della storia.

Ovviamente si può non concordare e si può esprimere il proprio dissenso, ma lo si dovrebbe fare senza essere aggressivi e sempre con educazione.

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bruna 27 Settembre 2017 at 18:55

Ciao, ben ritrovata Syl! Ho appena finito di vedere i due episodi e, anche se non ho capito tutto tutto,è bastato guardare gli occhi di Stana per far scattare la scintilla. Da tirarle un Emmy al volo, minimo! Concordo pienamente su tutto quanto hai scritto, la tua recensione è IMPECCABILE!

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Syl
Syl 28 Settembre 2017 at 18:40

Ciao! Bentrovata e grazie! Stana è INCREDIBILE e merita ogni premio. Sono davvero sopraffatta dalla sua bravura!

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Chiara (@Chandramas) 27 Settembre 2017 at 20:55

L’ho già scritto su facebook, Concordo con ogni parola!!!!

Reply
Syl
Syl 28 Settembre 2017 at 18:35

Ciao!! Ho letto dopo il tuo commento su FB e volevo infatti dirti che ero d’accordo anche io su tutto XD

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appassionato 28 Settembre 2017 at 16:31

Ciò che ho sempre apprezzato nelle recensioni di Syl è il suo coinvolgimento personale che non teme di nascondere.
Si espone, con le sue sensazioni, i suoi gusti, le sue necessità. In altre parole, vive e ci fa vivere storia e personaggi con la massima partecipazione possibile, per lei e per noi.
Credo che sia una qualità eccelsa che la rende davvero eccezionale. Il giorno che non troverò più se stessa nelle sue recensioni, smetterò di leggerle.

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Syl
Syl 28 Settembre 2017 at 18:31

Ciao! Ti ho risposto al commento all’altro episodio, ma proseguo qui. Ti ringrazio per le parole, ma sottolineo anche qui che il modo di impostare le mie recensioni è frutto del rispetto al pezzo di storia che devo commentare di volta in volta. Se la puntata è emotiva, analizzo e filtro le emozioni e il pilot era un perfetto esempio di enorme impatto emotivo. Se la puntata è più cerebrale (come la seconda) è per me più rispettoso adeguarmi al tono che hanno voluto impostare. Quindi analizzo con un altro registro. Fangirlare per il gusto di farlo non è nelle mie corde. La storia deve essere rispettata.

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WalkeRita 28 Settembre 2017 at 18:54

Ho finalmente visto l’episodio e quindi ho potuto leggere la recensione! Innanzitutto credo che il tuo pezzo sia straordinario e soprattutto credo tu abbia colto nel segno i punti focali del pilot, rielaborandoli con opinioni personali che sono state profonde e divertenti. Sono assolutamente fan della Katic ma mai quanto te e ti posso assicurare che anch’io le avrei dedicato gran parte della recensione perchè è inutile negare quanto sia preponderante in questo primo episodio, Absentia è LEI in questo pilot, in tante sfumature che sono riusciti a mostrare con ordine in 47 minuti e questo è degno di stima ma soprattutto Stana ha già donato tutta se stessa a questo personaggio, ci sono secondo me attrici che, per quanto nel nostro cuore forse rimarranno legate a UN personaggio in particolar modo, quando hanno la possibilità di brillare “da sole”, ne fanno tesoro e si donano completamente ed è questo il caso. Stana Katic è incredibilmente sottovalutata ma per fortuna ci sono recensioni come le tue che le danno giusto risalto! Però, oltre la Katic, hai colto dei punti fondamentali della serie secondo me, in primis, secondo me, quando hai parlato della semplicità e non potrei essere più d’accordo! Penso infatti che Absentia abbia le carte in tavola per essere un grande thriller che non ha bisogno di perdersi negli intrecci di una trama impossibile da sciogliere perché va benissimo già così! Sono molto soddisfatta dal pilot e ammaliata da Stana! Nessuno avrebbe potuto recensire questa serie e questo nuovo ruolo di Stana come te!

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Arturo 2 Aprile 2018 at 13:10

Sceneggiatura e tratteggio dei personaggi al limite del ridicolo. L’unica vera questione interessante, il fatto che Nick fosse ancora sposato con Emily e questo sia stato totalmente ignorato, meritava un approfondimento.

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