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A Discovery of Witches Rubriche & Esclusive

A Discovery of Witches – Tre puntate, tre scene per episodio (Parte 2)

Manca un solo episodio alla fine di questa prima stagione di “A Discovery of Witches”, adattamento della trilogia “All Souls” dell’autrice Deborah Harkness. Una vera recensione della seconda metà di stagione arriverà dopo il suo finale, ma come già accaduto qualche settimana fa (e qui trovate l’articolo, nel caso in cui ve lo foste perso), facciamo un’altra breve panoramica sulle scene migliori viste negli episodi dal quinto al settimo.

Partiamo, per l’appunto, dalla quinta puntata.

1. I momenti Diana-Ysabeau: la caccia parallela e la storia di Matthew. La prima richiama quella del secondo episodio ma qui è tra soli vampiri, Ysabeau e Matthew. Una scena bellissima e davvero ben costruita, con la matriarca de Clermont che dice la verità sui Vampiri e mostra, altresì, quanto letali possano essere lei e Matthew quando vogliono (e quindi, per estensione, anche gli altri membri della famiglia). Un dettaglio risulta particolarmente bello, cioè l’attacco di Matthew a Gillian scattato quando Gillian afferma di condividere il pensiero di Knox sulla necessità di eliminare i Vampiri quanto prima. In quel momento Matthew esplode, si vedono i suoi occhi allargarsi e il lampo di furia attraversarli. Il pensiero di Matthew non è difficile da comprendere: Gillian sta minacciando non solo Diana, ma tutta la sua famiglia, tutti i suoi cari, sua madre, suo figlio, suo fratello e le sue sorelle, i suoi amici.
La storia di Matthew, invece, per la sua drammatica bellezza e il fatto che finalmente si vedano Ysabeau e Diana iniziare a interagire davvero; inoltre, si vede il villaggio, si percepisce la normalità, per gli abitanti, dell’avere i de Clermont e, con il piccolo momento in chiesa dell’entrata delle due donne e Ysabeau che si avvicina a loro, come gli abitanti facciano affidamento sui de Clermont, come guardino a loro come benevoli protettori, cosa che in effetti sono sempre stati e continuano a essere.



2. Matthew e Hamish. Il rapporto tra i due è bellissimo. E’ interessante notare come, in un certo senso, Hamish e Baldwin si assomiglino: entrambi sono personalità di spicco a livello internazionale (Hamish, come detto dallo stesso Matthew nella seconda puntata, in pratica dirige l’intera Londra, è Avvocato ma non è nemmeno estraneo al mondo finanziario, Baldwin, noto come Baldwin Montclair, è un esponente dell’alta finanza mondiale), sono uomini eleganti e di comando. La differenza sta nel modo in cui si pongono, poiché Hamish mostra la propria umanità, mentre Baldwin la tiene più celata ed è più autoritario. Quello che emerge e colpisce è che Matthew sembra cercare in Hamish il fratello che (erroneamente) crede di non avere in Baldwin. In ogni caso, da questo splendido momento (creato per la serie) Hamish emerge per la sua saggezza, il suo istinto protettivo nei confronti di Matthew e l’essere il miglior amico che si possa desiderare. Inoltre, è da sottolineare come Matthew, nello spiegare perché è innamorato di Diana, parli della sua intelligenza, del suo coraggio e del suo essere divertente, evidenziando il suo dare importanza al tipo di persona che lei è, prima che alla sua bellezza.

3. Due particolari: Diana che trova le insegne di Matthew come Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di San Lazzero di Betania e, soprattutto, Matthew che viene mostrato in laboratorio, intento ad analizzare il DNA di Diana, perché si evidenzia che Matthew è molto più che “solo” un vampiro antico: è straordinariamente colto e intelligente, è un uomo di scienza, è un leader in cui tantissimi hanno fiducia ed è un guerriero esperto. Le nature di Matthew sono tante (e non tutte sono state rivelate).

Passiamo al sesto episodio.

1. La tortura. Più breve e meno sanguinosa rispetto al romanzo (d’altro canto sarebbe stato davvero crudo da vedere) ma nondimeno drammatica come in questo. Satu è tratteggiata benissimo, oscillante tra il supposto “senso di sorellanza” tra streghe, il bigottismo che la caratterizza come accade con Knox e con altre streghe (e contro il quale la sorellanza e la benevolenza si frantumano), la paura, la follia e la malvagità. Inoltre, è introdotto il tema delle “tessitrici”, centrale nella storia sia per la trama in se stessa che per il valore simbolico che esse presentano. Infine, molto belli il particolare di Meridiana (e ovviamente la profezia), così come il fuoco che divampa sulle mani di Satu.

2. La pianificazione del salvataggio di Diana. Di Baldwin e del suo rapporto con Matthew si parlerà nella recensione di fine stagione, ma qui si può notare, in particolare, il momento dello studio di Philippe: la scrivania intonsa, come lasciata da lui (e che nemmeno Ysabeau ha toccato nel quarto episodio, essendosi semplicemente seduta sulla sua sedia, come se questo le permettesse di sentirne la presenza, il calore), nessuno che vi si siede, nemmeno Baldwin, che prende il posto del padre alla guida della famiglia. In tutta questa parte si sentono, quasi tangibili, il panico di Matthew, il suo dolore, la drammaticità della situazione. In seguito, inoltre, vediamo Baldwin e Matthew sfoderare i loro poteri.

3. Rebecca e Stephen. Grazie alla loro presenza, alle parole di Rebecca, elementi che si uniscono alla profezia di Meridiana e ai flashback (trovata davvero molto intelligente degli autori per far comprendere ai non lettori che Diana e Matthew non sono due persone che semplicemente si sono incontrate e innamorate in fretta dal nulla), vediamo i pezzi del puzzle che si sistemano e vanno a incastrarsi, il puzzle stesso comincia a ricomporsi e a rivelare che c’è un destino che muove i fili da moltissimo tempo, con l’aiuto di varie persone, il tutto finalizzato all’unione di Matthew e Diana… e ovviamente questo porta al sorgere della domanda fondamentale: perché? In questo modo, inoltre, ai genitori di Diana viene conferita una posizione molto più centrale di quanto si potesse immaginare all’inizio.

In più, Diana stessa finalmente comincia a liberare i suoi poteri, ad accettare chi è in realtà. E da qui si arriva al “Satu ha detto che mi avrebbe aperto. Ma non ci è riuscita”“Promettimi che non ucciderai Satu. Con lei voglio vedermela io stessa”, piccoli istanti in cui comincia a emergere il lato temibile di Diana, pari a quello di Matthew. In questo i due sono molto simili e infatti vediamo Matthew, alla risposta di Diana, avere per lei uno sguardo e un piccolo sorriso di orgoglio.

Infine, la settima puntata.

1. Il confronto Diana-Emily e Sarah e i ricordi mostrati dalla Bishop House. Momenti drammatici, con delle interpretazioni fantastiche (in particolare Valarie Pettiford, ma non solo). Mostrare il passato è stata una decisione oltremodo intelligente da parte degli autori. In primo luogo perché così si riesce a ottenere il risultato della prima regola da osservare sullo schermo, ovvero non rallentare il ritmo e mantenere l’unitarietà dell’azione (cosa che, per l’appunto, si ottiene mostrando e non facendo raccontare, tecnica che funziona sulla carta ma non sullo schermo); in secondo luogo perché per farlo hanno utilizzato Casa Bishop, dando quindi agli spettatori (non lettori in particolare) la prova concreta di quanto questa sia fuori dal comune e di quali poteri abbia, di cosa sia capace. Infine, il momento del rito su Diana ricollega tutto dal pilot a ora, mostrando il significato principale dei sogni di lei e, con la partenza di Rebecca e Stephen, dà un’impennata alla drammaticità, colpendo noi spettatori (lettori o meno) “a tradimento”, poiché quelle lacrime dei genitori di Diana dimostrano che loro sapevano che non avrebbero più rivisto la figlia ed erano disperati.

2. Il momento nel bosco tra Diana e Matthew, quando lei scatena il predatore presente in Matthew. Per quanto sia un po’ diverso rispetto al romanzo, poiché in esso Diana è frustrata e spaventata, il concetto è inalterato e soprattutto ci permette di vedere il coraggio di Diana, la sua presa di coscienza di quanto sia potente e la volontà di sfruttare quel potere. Come le ha detto Ysabeau, “Le donne della famiglia de Clermont si difendono da sole e tu non devi essere diversa”. Diana non è diversa e, anzi, in questo è una de Clermont sin nel midollo, perfettamente in grado di tenere testa a Matthew anche se lui è un vampiro di più di mille anni. Vederla prendere in giro Matthew, padrona di sé mentre lui è in totale panico e per questo cerca di allontanarsi da lei anche se schiacciato contro un albero, non solo è bello per quanto detto, ma anche divertente, così come lo è quel “Oh, FUCK!” di Matthew (per il fatto di sentire il predatore prendere il sopravvento quando Diana corre via). Un indizio del fatto che Matthew non avrà mai vita semplice con Diana e che lei non gliene farà mai passare una, senza timore alcuno di quel predatore.

3. Hamish e Agatha. Un modo intelligente di risolvere la questione (mostrata nel promo del finale di stagione) “Hamish, Sophie e Nathaniel devono andare a Madison” e, altresì, di collegare tutti i fili della trama e il fatto che in tanti “vogliano” Diana. Inoltre che Agatha e Hamish si conoscano è plausibile perché in fondo Agatha è una stilista famosa e Hamish tiene d’occhio i Daemon, come lui stesso ha dimostrato nel secondo episodio con le sue parole. E, influente com’è, non è strano che conosca la daemon più importante della Congregazione.

E voi cosa ne pensate? Quali sono le scene che preferite di queste ultime tre puntate? Fatemelo sapere nei commenti.
Vi lascio con il promo dell’ottavo e ultimo episodio, dandovi appuntamento alla prossima settimana per la recensione di fine stagione.

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