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A Discovery of Witches Recensioni

A Discovery of Witches – Il lato oscuro di Oxford

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Corredato da un’anteprima notturna sul sito di Radio Times, venerdì sera è iniziato su SkyOne “A Discovery of Witches”, adattamento della trilogia “All Souls” dell’autrice Deborah Harkness. Una stagione breve (saranno solo otto episodi in totale) ma di cui molto si è parlato.

Piccola comunicazione per iniziare: il pezzo avrà una parte riservata ai lettori, segnalata da apposito avviso di inizio e fine spoiler.

Si può dire che questo pilot sia stato davvero ben realizzato, sia per quanto concerne l’aspetto di presentazione della storia che per quanto riguarda la parte tecnica.
Partiamo da quest’ultima.
La regia, la fotografia e la colonna sonora dell’episodio sono bellissime. In particolare, le riprese di Oxford sono splendide e  Inoltre, i colori autunnali, accompagnati dalla luce delicata del primo mattino o del tramonto, contribuiscono a costruire un’immagine che è sì molto luminosa ma che, complice il meraviglioso stile gotico degli edifici, trasmette anche un sottile senso di inquietudine e un potente senso di mistero. Il che è quantomai opportuno, visto che Oxford è un crogiolo di creature diverse le quali, per l’appunto, si nascondono in piena vista.

Inoltre, le interpretazioni si sono già dimostrate all’altezza. Ovviamente su tutti spicca Matthew Goode, che come prevedibile è assolutamente perfetto nei panni di Matthew de Clermont: ogni movimento, ogni sguardo dall’inizio alla fine dice “Io sono Matthew Gabriel Philippe Bertrand Sébastien de Clermont” e in effetti lo è.
Ha convinto anche Teresa Palmer, che ha dato dolcezza e forza a Diana Bishop, facendo emergere dalla carta questi aspetti del suo carattere (impossibile non notare la forza con cui Diana si oppone a Matthew, la sua ostilità verso di lui, tutto necessario a costruire il loro rapporto), perfetto Edward Bluemel, fisicamente del tutto diverso da come Marcus è descritto nei romanzi, ma è bastato vederlo pochi secondi per esclamare “E’ Marcus!”
Inutile dire come la scelta di Alex Kingston e Owen Teale sia sempre perfetta e a loro si aggiunge Valerie Pettiford, anche se i loro personaggi per ora sono stati solo introdotti.

In ultimo, con semplicità è stata data una compiuta rappresentazione della vita universitaria e accademica della cittadina. Centrale in questo, ovviamente, è stata tutta la parte nella Bodleian Library, nonché la presentazione di Diana. Particolarmente apprezzabile la scena della richiesta dei libri, che ci ha mostrato il meccanismo con cui questa viene inoltrata alla zona degli archivi e il relativo recupero dei volumi, così come la riconsegna del famigerato Ashmole 782.
In più, proprio la scena degli archivi ha a sua volta contribuito alla creazione del senso di mistero e inquietudine di cui si diceva qui sopra, non solo per via dell’Ashmole 782 che prima non c’è e poi appare all’improvviso, ma proprio per la scelta delle luci.

 

Passando alla storia vera e propria, per prima cosa bisogna sottolineare la bellezza della presentazione dei personaggi, Matthew e Diana su tutti. Una presentazione per entrambi semplicissima e senza fronzoli, ma proprio per questo efficace, perché esplicita e diretta, breve ma esaustiva, in grado di far comprendere subito ai non lettori chi siano i protagonisti. Non solo, infatti, l’episodio si è aperto con le frasi che i lettori ben conoscono, “It begins with absence and desire / It begins with blood and fear / It begins with a discovery of Witches”, ma con l’introduzione lasciata a Matthew de Clermont è stato chiarito subito che non ci troviamo tra la parte umana della popolazione: “Noi creature… Deamon, Vampiri e Streghe, nascosti in piena vista, timorosi di essere scoperti.” E a quel punto, anche per chi non ha letto i romanzi (e grazie al favoloso e sinistro sguardo che Matthew Goode ha dato a Matthew Clairmont) è stato ovvio a quale categoria appartenga lui. Analogalmente, la camera che è andata a concentrarsi su Diana ha chiarito che lei appartiene a una delle altre due… e a quale è stato direttamente mostrato, per non lasciare dubbio alcuno.
Il fatto che l’attenzione sia stata trattenuta su Diana, passando a lei che si prepara e successivamente si reca alla presentazione, inoltre, ha permesso di mostrare anche quale sia la vita della protagonista. A questo serve anche la musica che accompagna Diana che si prepara e poi si sposta in bicicletta, così come l’inquadratura aerea dei tetti del complesso universitario: sottolineare la serenità della sua vita accademica, il senso di sicurezza e calore che essa trasmette, in generale ma in particolare a Diana. E anche per gli spettatori Oxford in quegli istanti diventa più rassicurante. (Per i non lettori: nella scena della “conferenza” la signora bionda inquadrata, seduta dietro Gillian-Louise Brealey è l’autrice della saga, Deborah Harkness!)

In questo modo gli autori hanno dato numerose informazioni, necessarie a contestualizzare protagonisti e storia, senza appesantire la narrazione, in modo fluido e chiaro.
Lo stesso è stato fatto con Gillian, Marcus, Miriam, Sarah ed Emily, Peter Knox e Satu Jarvinen.
Con Marcus è stata altresì data l’informazione che qualcosa non va, ecco perché è stata inserita la scena, assente nei libri, del tentativo di trasformazione dell’amico morente per salvargli la vita. Bisognava introdurre Marcus e fornire questo pezzo del puzzle per dare un quadro generale agli spettatori e far sollevare le prime domande (perché Marcus non è riuscito a trasformarlo?) e il modo più diretto e semplice era mostrare Marcus che tenta di creare un vampiro… e fallisce.
Lo stesso dicasi proprio per la bellissima scena in cui Diana apre l’Ashmole 782. Nel primo romanzo della trilogia, “A Discovery of Witches” per l’appunto (in Italia “Il Libro della Vita e della Morte”), la reazione al libro è più “modesta” e il come e perché Matthew venga attirato da Diana è da lui stesso spiegato proprio a Diana, ma una tale soluzione non era possibile sullo schermo, poiché avrebbe allungato le tempistiche e rallentato il ritmo, due cose che ogni autore televisivo sa essere contro le regole. Ecco allora la soluzione perfetta: mostrare, ancora una volta, gli effetti di quel libro, fare in modo che Matthew li senta e immediatamente si diriga sul luogo, scoprendo così chi vi ha dato inizio (senza peraltro inventare nulla, come i lettori sanno… ma ci torneremo a breve). Di nuovo una scelta semplice, che permette un’immediata comprensione e un immediato inquadramento della situazione, che evidenzia l’importanza e il potere di quel libro, il perché tutti lo vogliano. Insieme a tutto ciò, il respiro di Diana e le luci che si spengono trasmettono inquietudine e permettono di far percepire allo spettatore, anche a quello che ha letto i libri, l’enorme potere che è racchiuso in quel volume ancora prima di vederlo prendere vita. Fantastico. Tutto è chiaro, non c’è bisogno di aggiungere altro. Tutto si incastra alla perfezione e al minuto dieci gli spettatori sono già catapultati al centro della questione.

I cambiamenti apportati, dunque, si sono dimostrati sensati, realizzati seguendo una logica, dovuti esclusivamente al cambio di mezzo narrativo, proprio per il solito discorso del “non tutto ciò che funziona sulla carta funziona sullo schermo” (un discorso che vale ovviamente anche per il dialogo Diana – Gillian, nonché per il discorso con Sean).
E niente ha alterato la storia, per ora (ovviamente gli amanti della saga si augurano che si continui così), che rimane esattamente quella dinanzi alla quale i lettori si sono trovati al principio del primo romanzo.

Come se ciò non bastasse, nei primi quindici minuti sono stati inseriti tanti di quegli easter egg, che hanno creato collegamenti e anticipato cose dai successivi due romanzi, da far girare la testa.

ATTENZIONE SPOILER!!!

Partiamo dal primo. Matthew introduce la storia e immediatamente viene nominato IL personaggio: “As my father used to say… in every ending there is a new beginning.”
Ed ecco che subito viene reso il tributo a Philippe de Clermont, fondatore e patriarca di questa strepitosa dinastia, creando il trait d’union perfetto per quello che sarà, visto che Philippe è, in un certo senso, l’artefice di tutto.
(N.d.A: Philippe de Clermont, uno dei personaggi più belli scritti in questi ultimi anni.)
In più, quella frase ha un significato ben preciso e proprio per questo è stata inserita, un significato da riassumere in una parola: uroboro.
Come suol dirsi, come prendere due piccioni con una fava.

Il secondo. La procedura di richiesta dell’Ashmole corrisponde a quanto descritto nel terzo romanzo, “The Book of Life” (in Italia “Il Bacio delle Tenebre”), quando Diana e la sua combriccola si trovano lì per il libro, anche se in questo caso è meno meccanizzato (allo scopo di far vedere l’Ashmole che non c’è e poi appare).

Il terzo. Veniamo a quella che è una delle parti più belle dell’episodio, ovvero proprio l’apertura dell’Ashmole 782: il fatto che la stessa Diana e poi Matthew, Miriam e Gillian lo sentano (tutti a distanza ravvicinata) è preso dal secondo romanzo, “Shadow of Night” (in Italia “L’Ombra della Notte”), quando Diana lo apre a Praga, a corte.
Le parole che le si trasferiscono addosso costituiscono una chiara anticipazione di quanto accade nell’ultimo volume della trilogia, “The Book of Life”, un collegamento a quegli eventi, per quando sarà.

Il quarto, il più incredibile: Stephen Proctor.

La reazione:

Una scelta GENIALE, che anticipa e introduce ciò che accadrà in “L’Ombra della Notte” e alza subito la tensione, poiché dà anche nuovo significato allo sguardo che si scambiano Sarah ed Emily quando Diana le informa al telefono. GENIALE.

Il quinto. Gillian: ci si potrebbe chiedere perché abbiano cambiato la questione rendendola gentile, ma se si osserva bene si nota una sottile invidia in lei nei confronti di Diana… questo potrebbe essere sfruttato per dare il là a ciò che deve accadere.

Un piccolo bonus. Matthew e Marcus: il figlio ubriaco recuperato dal padre (infuriato) dopo la nottata in cella per la bravata di turno. La faccia di Marcus all’uscita senza fiatare di Matthew è stata eccezionale (da “Oh, great, I have to deal with him now. Great. What have I done to deserve this?!”). Scherzi a parte, il tutto rimanda a quanto accaduto a New Orleans.
Si prevede che quando Marcus dirà “My father” milioni di cuori si scioglieranno. E in effetti i due sembrano davvero padre e figlio.

FINE SPOILER!

In conclusione, un pilot promosso a pieni voti, con un solo vero difetto: nella parte su Marcus c’è uno stacco di scena che suo malgrado evidenzia un montaggio non eseguito correttamente. Cose che capitano anche nei casi migliori.

Vi lascio con la TOP 3:

  • L’introduzione di Matthew
  • L’apertura dell’Ashmole 782 e la successiva scena che mostra Matthew usare i suoi sensi.
  • I momenti in cui Diana tiene testa a Matthew, trattandolo… beh, possiamo dire a pesci in faccia. Questa scelta è del tutto accorta, in quanto necessaria a dare degli step al loro rapporto, poiché il fatto che tra loro le cose accadano in fretta non significa che non si possa mostrare un percorso: curiosità, diffidenza, ostilità, il tentativo di trovarsi a metà strada, fiducia…BONUS: grazie per il vino ovunque!

Ci ritroviamo a metà stagione!

Ricordate di passare dalle nostre pagine affiliate per foto, news sulla saga di All Souls, sul mondo british e tanto altro!

A Discovery of Witches Italia – Serie TV

An Anglophile Girl’s Diary

All Souls Trilogy – Italia

All Souls Trilogy Italian Group

Blends of Scotland, Ireland, UK: Ladies’ Perfect Tea

Fraciconia – The Anglophiles’ Lair

Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita

How to get away with Fandoms

Telefilm obsession: the planet of happiness

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Jules

10 comments

Syl 18 settembre 2018 at 16:05

Ciao! Di solito non guardo telefilm “fantasy”, ma questa volta non potevo perdermi il mix: Oxford/streghe/autunno/libri misteriosi/meravigliose biblioteche (è quello che, di fatto, mi ha convinto a leggere i libri di Harry Potter all’inizio). Ho trovato questo primo episodio ben fatto, avvincente per i motivi che indichi tu nell’articolo. Alcuni punti non mi sono chiarissimi (il ragazzo morto investito – e ho notato in effetti anche io un errore di montaggio lì – e perchè quella che io consideravo un’amica spiattella il nome di Diana al russo), ma non si tratta di niente di importante. Ho apprezzato la caratterizzazione dei personaggi, i paesaggi splendidi (la casa della zia e compagna), il mistero che inizia a dipanarsi e quell’inquietudine data, come dici tu, dalla scelta delle luci su un contesto già affascinante e simbolico come Oxford. E i toni turchesi con cui cercano di vestire Diana in ogni occasione. Mi piacciono anche i battibecchi tra Diana e Matthew e un certo velato umorismo (“L’equinozio mi rende nervosa” :D) molto british.
Ora si tratta di decidere se imbarcarmi nella lettura dei romanzi o meno. Alla prossima!

Reply
Sam
Sam 19 settembre 2018 at 00:26

Ciao!
Io nel fantasy ci sguazzo felice e contenta invece. XD Infatti sono Potteriana nel DNA. Poi per carità, non tutto mi piace perché non tutto incontra il mio gusto, ma telefilm e libri fantasy sono tra i miei amori. A maggior ragione telefilm (o film) adattamento delle mie saghe fantasy preferite. A maggior ragione quando gli adattamenti sono ben fatti.

L’episodio, a parte quell’errore di montaggio (che è poca cosa comunque), è davvero MOLTO ben fatto: è bellissimo per quanto riguarda l’aspetto visivo, estetico, proprio la fotografia, le immagini, per la scelta della luce, dei colori, dell’atmosfera che si è voluto dare; per l’unione immagini-musica… un particolare che non ho citato, parlando solo della colonna sonora in genere, è la canzone che si sente mentre Diana si prepara e va alla conferenza. Ebbene, alcuni versi dicono “Casa è ciò che io bramo sempre / Ma ora non posso tornare indietro / È tempo di cambiamento” ed è ovviamente un abbinamento voluto, perché Diana sta per avere la vita stravolta e questo porterà innumerevoli cambiamenti in essa.

Cosa non ti è chiaro della morte di James?
Fondamentalmente perché è invidiosa e perché ha cercato un modo per risplendere, trovandosi messa però alle strette. Come ho detto nella parte spoiler, ciò che riguarda Gillian è stato un po’ cambiato, ma hanno inserito, mi sembra, questa vena di invidia che potrebbe esplodere e che l’ha portata a spiattellare dell’Ashmole. Peter Knox non è russo, è britannico anche lui.

Sì, hanno fatto un buon lavoro con la caratterizzazione, soprattutto di Diana e Matthew (ma anche Marcus e Miriam, la quale ha dato i primi segni del suo carattere d’acciaio).
Ah, Diana e Matthew… *occhi a cuoricino*

I romanzi sono stupendi.

Alla prossima, grazie per aver letto e per il commento!

Reply
Al
Al 23 settembre 2018 at 16:57

Finalmente ho avuto il tempo di guardarlo!
Ho apprezzato tutti gli elementi che hai già segnalato (fotografia, regia, recitazione…), ma ormai va da sè che quando si parla di british lo standard è sempre alto e non mi aspettavo di meno.
Se devo essere sincera mi aspettavo invece di essere più coinvolta dalla storia, mentre ho finito questo primo episodio senza quella curiosità estrema di sapere come andrà avanti, ma confido che proseguendo e entrando a capofitto nell’intreccio sarò tutto in crescita.
Confido in questo anche perchè d’altra parte sono rimasta particolarmente affascinata dalla costruzione della mitologia che ho appena intravisto, dal fatto che dietro all’elemento soprannaturale ci sia un grande studio (l’alchimia per Diana e la chimica per Matthew). La “magia” non piove dal cielo e l’essere vampiri non è una cosa che si da per fatta, ci si interroga da secoli e si è alla continua ricerca di risposte – e questo per ora è l’aspetto che mi piace di più di questo pilot.
Appena avrò preso un po’ più di confidenza con la storia comincerò con le mie solite domande alla “Shadowhunters” sappilo 🙂

Reply
Sam
Sam 24 settembre 2018 at 22:07

Ciao!
Sono contenta che tu sia riuscita a vederlo.
La parte tecnica è favolosa.

Quanto alla storia… beh, vedi, è dovuto al fatto che nel romanzo gli eventi si mettono in moto lentamente, anche se nella storia non passa molto (il primo libro copre circa due mesi, il secondo quasi un anno). Il romanzo è spesso e le prime duecento e più pagine sono dedicate prevalentemente alla costruzione della dinamica tra Matthew e Diana. E sì, va in crescita.

La costruzione e l’approfondimento della mitologia sono al centro della storia. Ovviamente il rapporto tra i protagonisti è importante (sono i protagonisti!), ma la storia non è al loro servizio, in verità è il loro rapporto che serve alla storia, è “il pretesto” diciamo, perché il punto centrale va al di là di Matthew e Diana, che sono lo strumento attraverso il quale certe cose devono avvenire.
E la chimica e l’alchimia sono al costante centro, sino alla fine, così come la magia e la questione “da dove veniamo”?
Ti dico questo: in sostanza, l’All Souls Trilogy è un’allegoria del tema del “diverso” e della sua persecuzione. Lo vedrai già nella parte finale dell’ep. 2, in base a un discorso di Matthew.

Aspetto le tue domande alla “Shadowhunters”, sono le benvenute!

Reply
Charl 25 settembre 2018 at 11:42

Allora scenografie bellissime, puntata bella , però ci sono state delle incongruenze tra libro e la prima puntata e sinceramente mi è dispiaciuto, anche che non si siano soffermati come si deve sulla pagina iniziale dell’Ashmole,
perché nel libro lei comunque si sofferma su questa pagina notando una scrittura familiare.
Poi non ho capito questo fatto di cambiare la morte dei genitori dalla Nigeria al confine ucraino/russo. Ma vabbè

Per il resto , Teresa Palmer la vedo bene come Diana Bishop
Matthew Goode affascina come sempre.
Concordo con tutto quello che sta scritto è stata una bella recensione, aspetto di leggere la recensione della seconda puntata.

Reply
Sam
Sam 25 settembre 2018 at 13:04

Ciao! Grazie per aver letto e commentato. 🙂
I cambiamenti sono concordati con l’autrice, sono dovuti al fatto che il libro è bello spesso ma gli episodi sono solo otto, nonché all’esigenza di ampliare il punto di vista rendendolo generale (perché quello di Diana non avrebbe funzionato, non si possono sentire i pensieri in uno show, a meno di non mettere una voce narrante, ma non avrebbe funzionato in questo caso) e sono tutti finalizzati al fatto di far comprendere il quadro della situazione a chi non ha letto i libri.
Come ho scritto (cosa che confermo anche per il secondo episodio) sono realizzati con criterio e senso logico, non alterano la storia, quindi sono comprensibili e accettabili, nonché francamente bellissimi.

La frase con la calligrafia particolare c’è, nella prima pagina dell’Ashmole. 🙂

Grazie mille, sono contenta che l’analisi ti sia piaciuta! Come ho scritto alla fine della recensione, non ne scriverò una per ogni episodio, la prossima sarà a metà stagione, quindi post episodio 4, l’ultima alla fine, post episodio 8.
Magari pubblicherò un articoletto sulle scene migliori dopo il 3. Vedremo.
Ti do appuntamento ai prossimi giorni! 🙂

Reply
Sam
Sam 26 settembre 2018 at 09:51

Ciao di nuovo!
Scusa, mi sono resa conto di non aver risposto a un tuo dubbio, ovvero il cambio Nigeria/confine ucraino-russo per la morte dei genitori di Diana: lo ha spiegato la stessa Deborah Harkness al Comic Con a luglio, è stato fatto per evitare di gettare benzina sul fuoco, visto il clima in cui stiamo vivendo, in particolare per la faccenda migrazioni. In fondo dove siano stati uccisi non ha importanza, il punto è COME E PERCHÉ. (Non si dice per evitare spoiler.)

Alla prossima e grazie ancora!

Reply
Charl 28 settembre 2018 at 17:47

Ah ecco spiegato tutto! Comunque si lo so che per le varie dinamiche televisive determinate cose si posso fare, altre vengono cambiate ecc…
Si ho visto la scena della pagina, però non si sono soffermati i più, cioè nel libro lei si rende conto che la farse scritta sulla prima pagina le sembra familiare. Ma tralasciando questo, mi sono sempre piaciute le varie recensione che fate.
Mi è piaciuta moltissima la tua su ADOW.
Peccato che non ci sia la rencensione della seconda puntata, perchè volevo leggere il tuo punto di vista. Eh si poi ho letto bene che farai le vari recensioni di metà stagione e finale.
Grazie per aver risposto e alla prossima recensione =)

Reply
Anonimo 29 settembre 2018 at 17:49

Ciao!
Felice di essere stata utile. 😉

Vero, ma nel libro lei PENSA, perché il libro è prevalentemente dal suo punto di vista.
Qui lo scopriremo in altro modo, vedrai. Hanno messo la scritta, hanno inquadrato lei che si soffermava a guardare la pagina… lo useranno.

Grazie mille! 😀
Nella recensione di metà stagione analizzerò gli episodi dal 2 al 4, quindi avrai ciò che volevi, solo in modo complessivo. 😀

Intanto, in settimana pubblicherò un articolo sulle scene più belle di questi primi 3!

Rispondere è il minimo a chi si prende la briga di leggere e commentare.

Alla prossima! 😀

Reply
Sam
Sam 29 settembre 2018 at 21:55

P.S: quest’anonimo sono io! Sorry, avevo dimenticato di fare il log in! Ma sono sempre io. XD

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