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Rubriche & Esclusive The Good Wife

7 motivi per recuperare The Good Wife

Partiamo subito con la bomba: The Good Wife è oramai diventato un must, una di quelle serie che rientra di diritto nelle migliori. Molti articoli d’oltreoceano la definiscono “The best show on television” e mi sento di concordare con loro.

Se non lo avete ancora recuperato, se siete titubanti, se pensate che il genere non faccia per voi o che si tratti di una serie pallosa, oggi cercherò di farvi cambiare idea e spero che alla fine dell’articolo vi procurerete la prima stagione per un recupero selvaggio.

1. I CASI

The Good Wife è un legal procedural. E’ la prima definizione che si dà alla risposta “che genere è?”.
E’ la storia di Alicia Florrick, avvocato in stand by, moglie dello State’s Attorney di Cook County, che in seguito allo scandalo sessuale che ha coinvolto il marito torna a lavorare. E quindi direte: “ma che palle, di tribunali e simili ne abbiamo ormai piene le scatole, perché mai questo dovrebbe essere diverso?”.
Perché i casi di puntata sono sempre ben strutturati, spaziano dal penale al civile, con incursioni nelle corti militari o sportive, sono sempre attuali e si ispirano a fatti realmente accaduti. Premi Nobel e massaggiatrici? Ce l’abbiamo!
Bitcoin e creatori di colossi informatici? Ce l’abbiamo! NSA che la fa da padrone! Ce l’abbiamo! Casi che ricalcano le disavventure di Ryan Murphy e Glee? Ce l’abbiamo!
A casi più leggeri, come l’ultimo nominato che ha portato poi al video qui postato, si alternano cause profondamente intense che coinvolgono etica e morale e portano a numerose riflessioni (solitamente le puntate con i condannati a morte sono un pugno nello stomaco e portano tanta tristezza).
L’impegno nella costruzione del mondo avvocatesco è palese: ci sono clienti, avvocati di controparte e giudici ricorrenti, tutti con una propria personalità ben definita e peculiarità a tratti esilaranti.

2. LA STORIA

Definire The Good Wife un procedurale è tremendamente riduttivo. La trama orizzontale è presente sin dall’inizio e si espande col passare delle stagioni. Quante serie, arrivate alla quinta stagione, mantengono un alto livello di qualità? Pochissime. Quante sono in grado di migliorare sempre di più? Si contano sulle dita di una mano.
E’ questo il caso: 6 stagioni e la qualità cresce costantemente. I due autori, Robert e Michelle King, sorprendono e non annoiano mai. Aggiustano alcune storyline poco convincenti in corsa, sono in grado di far fuori un personaggio principale, pilastro della serie, e non farne sentire la mancanza.
La struttura è solida e lo diventa sempre di più.

3. LA PROTAGONISTA 

Alicia Florrick, interpretata dalla magnifica Julianna Margulies, è un personaggio complesso. Lo si ama, lo si odia, lo sia ama ancora di più. Si gioisce con lei e ci si sente molti orgoglioni per le sue conquiste professionali, le si urla contro per le scelte personali.
Una delle critiche che ho letto è che non si iniziava la serie perché la protagonista sembrava troppo fredda. Quanto di più sbagliato. Alicia è sì razionale, ma diretta, appassionata e soprattutto avvinazzata. Di soddisfazioni ne dà parecchie,  partendo dall’essere un’atea convinta, già  grande passo avanti per una serie broadcast, arrivando alle sue innumerevoli espressioni che sono tutte un programma.

 

  

 

4. IL CAST

In The Good Wife non è solo la protagonista a brillare. Il cast è di ottimo livello e regala interpretazioni magistrali.
Christine Baranski/Diane Lockhart e Josh Charles/Will Gardner sono forse i personaggi a cui ci si affeziona maggiormente e per cui si tifa, non importa in quale campo stiano giocando, di più.
C’è il famoso Mr Big, Chris Noth/Peter Florrick nei panni del marito fedifrago, uno straordinario Alan Cumming/Eli Gold il cui personaggio strappa più di qualche risata, Archie Panjabi con la sua Kalinda supereroina, e per i nostalgici di “Una mamma per amica”, Matt Czuchry, il Logan rifiutato dalla fuori di testa Rory. Il suo è un personaggio che parte in sordina per esplodere nella quinta stagione.

5. LE GUEST STAR

Le Guest Star sono uno dei grandi punti di forza della serie. Elencarli tutti sarebbe impossibile, farò qualche nome, ce ne sarà pur qualcuno che vi metterà curiosità!
Il primo non può che essere Michael J. Fox e poi Nathan Lane, Martha Plimpton, Matthew Perry (sì, proprio Chandler, in un ruolo agli antipodi di Mr Bing), Dallas Roberts, Stockard Channing, Denis O’Hare, America Ferrera, Christina Ricci, John Glover, F. Murray Abraham, Maura Tierney, T.R. Knight (il “caro” George di Grey’s Anatomy), Lisa Edelstein. Per non parlare di John Noble, David Hyde Pierce e Linda Lavin.
Di certo posto d’onore spetta a Carrie Preston e alla sua Elsbeth Tascioni fuori come un balcone (vincitrice nel 2013 di un emmy come miglior guest star, premio vinto l’anno precedente da Martha Plimpton).

 

6. IL LATO COMEDY 

Ebbene sì, con The Good Wife si ride. Durante la visione vi verrà l’ansia, vi preoccuperete per i protagonisti, vi verrà il male di vivere per alcuni casi di puntata ma il momento comedy sarà sempre dietro l’angolo (e se c’è Elsbeth Tascioni i momenti saranno parecchi).
Ed è un altro punto a favore della serie riuscire a far coesistere il drama col comico.
Se vi ricordate il vampiro Denis O’Hare in True Blood, sappiate che pochi mesi dopo diceva questo:
 

7. LA COLONNA SONORA

L’utilizzo della musica classica è massiccio ed accompagna gli stati d’animo dei personaggi nonché quello dello spettatore a cui l’hype sale inesorabilmente. Ma non solo di musica classica si vive: il rock è costante e lo stesso Bruce Springsteen ha presentato alcuni suoi brani in anteprima permettendone l’utilizzo in una puntata della brava moglie.
Ottimi anche i pezzi originali firmati da David Buckley che hanno caratterizzato la quinta stagione e continuano a caratterizzare la sesta.

Per finire, The Good Wife è una serie CBS, canale broadcast, che ha 22 episodi a puntata. Quando si parla di qualità è d’obbligo tenerne conto; semplice è fare un ottimo prodotto da 10 puntate, quando queste raddoppiano ed anche i filler hanno il loro perché c’è solo una parola: CHAPEAU.

 

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