5 (+2) Motivi per vedere One Day at a Time

Scrivendo i miei tre articoli per il Pride Month (qui, qui e qui) ho scoperto una serie tv che fino ad allora avevo sottovalutato bollandola solo come: ennesima sit-com familiare con nulla di più da offrire se non risate più o meno superficiali, anche se comunque gradevolissime.

Invece ho scoperto che non solo ha ricevuto diversi riconoscimenti (fra i quali i Critic’s Choice e i TCA) ma che è diventata importantissima (tanto da vincere un GLAAD) per la comunità LGBTQ. Inoltre, è una serie targata Netflix per cui, diciamocelo, è stato molto facile assecondare l’impulso curioso del momento e … divorarmi le due stagioni finora disponibili nell’arco di qualche serata!

Rifacimento di una serie tv degli anni ’70-’80, “One Day at a Time” parte da un nuovo presupposto: la famiglia è cubana e sono introdotte tematiche importantissime e molto attuali.

Ecco i miei 5 (+2) motivi per cui la consiglio caldamente a chiunque incontri per strada:

1. È terribilmente divertente

ODAAT ti fa ridere con un umorismo intelligente, di quelli che si basano sull’ironia ma ti fanno anche riflettere.

2. È terribilmente seria

Veloce elenco dei temi affrontati: essere veterani di guerra e non ricevere assistenza dallo Stato, PTSD, religione, identità sessuale, razzismo, white privilege, il voto, la cittadinanza, immigrazione, emigrazione, lutto… E questi sono solo alcuni esempi. In ogni caso i singoli argomenti sono affrontati con serietà ma senza scadere nel melodramma, sono realistici, lo spettatore ne esce con una nuova consapevolezza.

3. Per il modo in cui hanno saputo raccontare il viaggio emotivo di Elena nella propria sessualità e il suo coming out con la famiglia.

Ogni personaggio ha rappresentato una reazione differente, un modo diverso di affrontare la cosa, e la storia è stata raccontata in maniera così sensibile e delicata che più di una volta lo spettatore (aka IO) si è commosso.

4. Perché dove la si trova in TV un’altra abuelita come nonna Lydia? 

Ma d’altronde è interpretata da Rita Moreno, vincitrice di un Oscar come miglior attrice non protagonista per “West Side Story“….

5. Perché i fratelli Alvarez sono meravigliosi!

5bis. Perché è su Netflix: sono pochi episodi di 20 minuti, perfetti per essere recuperati durante il viaggio, il pranzo, mentre ci si prepara per uscire. 

5tris. Perché l’hanno rinnovata per una terza stagione nel 2019 e come guest ci saranno Stephanie Beatriz e Melissa Fumero di Brooklyn 99! Cosa si può chiedere di più?

Se avete voglia di vedere una serie tv onesta, divertente e appassionante, ecco il prodotto per voi. Io mi limito a festeggiare con gli Alvarez la possibilità di rivederli l’anno prossimo.

 




Continua a seguire Telefilm Addicted su Facebook e Telefilm Addicted su Twitter per rimanere sempre aggiornato sulle ultime news e iniziative.

The Lady and the Band
Ha un passato da ladra insieme alle sorelle Occhi di gatto, ha difeso la Terra nel team delle guerriere Sailor e fatto magie con Terry e Maggie. Ha fornito i sigari sottobanco ad Hannibal e il suo A-Team, indagato con gli Angeli di Charlie Townsend, ha riso con la tata Francesca ed è cresciuta con i 6 Friends di NY. Ha imparato ad amare San Francisco difendendo gli innocenti con le Streghe, è stata un pivello insieme a Jd-Turk-Elliott, ha risolto crimini efferati con praticamente il 90% di poliziotti e avvocati del piccolo schermo e amato la provincia americana con Lorelai e Rory Gilmore. Avrebbe voluto che il Fabbricatorte non chiudesse mai e non ha mai smesso di immaginare Chuck e Sarah che «sedano rivoluzioni con una forchetta». Lettrice appassionata, Janeites per fede, amante delle storie sotto ogni forma fin da piccola. Segue serie poliziesche, comedy e sit-com soprattutto, uniche allergie riconosciute sono quelle allo sci-fi e all'horror.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.