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La mia prima volta

Jpop manga è la casa editrice che ultimamente, con la collana Osamushi e titoli rilevanti tra cui “Girl from the other side”, è riuscita a portare in Italia molto del materiale più atteso dai lettori nostrani.

Tra i vari titoli ne spicca uno che ha fatto tanto parlare di sé, “La mia prima volta: My lesbian experience with loneliness” di Kabi Nagata edito in Giappone da East Press, il suo titolo originale è Sabishisugite Lesbian Fuzoku Ni Ikimashita Report uscito nel 2016.

142 pp.

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Quest’opera è una sorta di diario personale dell’autrice che ci racconta la sua vita attraverso uno stile grafico “caricaturale” che almeno in parte aiuta il lettore a non sentire la pesantezza delle tematiche su cui verte racconto.
Nel manga l’autrice ha 28 anni e comincia ben presto ad avere disturbi alimentari e autolesionistici e si ritrova a fare lavori che non la soddisfano per rendere orgogliosi i genitori, ma questa continua insoddisfazione e ricerca di affetto porterà l’autrice ad avere attacchi di fame incontrollabile, a strapparsi i capelli camuffando il problema e ad avere episodi di autolesionismo.

Ciò che ci descrive Kabi Nagata è la ricerca di se stessa, della sua sessualità e dell’accettazione del proprio corpo ma non solo, vuol far capire al lettore l’importanza di portare avanti i nostri sogni, cercando di fare quello che ci piace e ci rende felici e magari farlo diventare il nostro lavoro.

Infatti vivere per accontentare i genitori distrugge l’autostima e la realizzazione di Kabi Nagata che diventa sempre più dipendente dall’affetto che prova, principalmente verso la madre. Cercherà in tutti i modi la sua approvazione e le sue coccole, per esempio mentre la madre sta svolgendo dei lavori domestici, lei cerca di rubarle un abbraccio.
Il messaggio dell’autrice è che essere terrorizzati di deludere i nostri genitori o il sentirsi in colpa nei loro confronti ci blocca nel raggiungimento dei nostri obiettivi e della nostra indipendenza.

Kabi Nagata in questo volume ha affrontato anche la sfera sessuale scoprendo di essere attratta dalle donne e decidendo, per avere una conferma, di rivolgersi ad un sito per “prenotare” una escort,
Per la prima volta avrà modo di conoscere il corpo di un’altra donna scoprendo in questo modo il proprio corpo e questa esperienza le farà capire di avere più bisogno di affetto, per esempio un abbraccio, che del rapporto sessuale in sé.

Di quest’opera esiste anche un seguito in due volumi, che si chiama My exchange Diary, ancora inedito in Italia ma che spero venga pubblicato al più presto.
Vi consiglio caldamente questo piccolo gioiello perché vi farà aprire gli occhi, specialmente ai ragazzi della mia generazione.
Inoltre, vi lascio il link al mio video dove ve ne parlo in modo più approfondito.

Voi lo avete letto?

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1 comment

appassionato 22 Marzo 2019 at 12:00

Non ho capito perché rivolgersi ad una professionista del sesso, perdendosi così tutto il fascino, il mistero, l’atmosfera di una nuova esperienza, possibili soltanto se di mezzo c’è una passione comune o comunque un momento da condividere in due. Mah! Forse sono troppo romantico.
Oppure non ho capito che si tratta soltanto di una mera scoperta di conoscenza corporea, il che però mi risulta un pochino arida in sé, anche se forse necessaria per un cammino accelerato. Non so, non mi piace proprio l’idea.

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